Orchidea, come curarla

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Non vi mentiremo: l’Orchidea è un fiore particolarmente delicato, e una cura dedicata e costante è necessaria per garantire alla pianta di mantenersi al meglio e nel tempo e, ciclicamente, rifiorire.

Come scegliere l’Orchidea più adatta a voi

Le Orchidee non sono tutte uguali. Se non avete il pollice verde e tendete ad abbandonare le vostre piante al loro destino, scegliete le orchidee più resistenti: Cattleya, Oncidium, Dendrobium.

Se in casa vostra fa piuttosto caldo optate per le orchidee Vanda e Angraecum.

Se invece in casa vostra il clima è fresco buttatevi sulle orchidee Cymbidium, Odontoglossum, Masdevallia.

Orchidea: l’esposizione

La maggior parte delle persone coltiva e tiene le Orchidee in appartamento, in vaso. Ovviamente, ci sono delle considerazioni da fare sulla posizione da scegliere per far sì che la pianta non soffra e cresca rigogliosamente.

Luce

Le Orchidee, di solito, preferiscono la luce. Vi consigliamo, quindi, di posizionare le orchidee nella stanza più luminosa della casa o vicino a una finestra. Meglio però evitare l’esposizione al sole diretto per non rischiare di bruciare la pianta.

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Temperatura

Alcune Orchidee si adattano a diverse condizioni di luce e di temperatura. Quando scegliete un’orchidea, chiedete maggiori dettagli al vostro vivaista di fiducia che vi saprà consigliare la temperatura più adatta in base alla varietà. Di solito le orchidee amano le case con temperatura mite e senza correnti d’aria fredda.

Umidità

Molte delle orchidee che di solito si coltivano in casa sono originarie dei tropici e dunque preferiscono ambienti piuttosto umidi. Potete provare ad aumentare l’umidità posizionando più orchidee vicine tra loro.

In alternativa, per creare un buon microclima si può spruzzare dell’acqua intorno alla pianta e sopra le foglie due volte al giorno, avendo cura di non lasciare la pianta bagnata durante la notte e che non ristagni all’ascella delle foglie perché questo potrebbe far insorgere malattie parassitarie. Occhio anche a non bagnare i fiori! Potrebbero macchiarsi.

Inoltre, la pianta non va nebulizzata nelle ore più calde della giornata; in quelle ore i pori sono molto aperti e l’acqua rappresenta un veicolo ideale per l’attacco dei microorganismi patogeni.

Un altro accorgimento è quello di posare il vaso che contiene l’orchidea su un sottovaso (o altro recipiente) nel quale sarà presente dell’argilla espansa o della ghiaia nel quale terrete sempre un filo d’acqua. In questo modo le radici dell’ orchidea non entreranno in contatto con l’acqua che evaporando garantirà comunque un ambiente umido intorno alla pianta.

Come annaffiare le Orchidee

L’eccesso di annaffiatura è una delle cause più frequenti di morte delle Orchidee da appartamento. Le cautele, dunque, non sono mai troppe.

Con cosa annaffiare

Sarebbe preferibile usare l’acqua piovana, ma capiamo che non tutti sono attrezzati o così volenterosi da raccoglierla, quindi va bene anche l’acqua delle bottiglie.

La tecnica di innaffiamento più efficace per le Orchidee è quella dell’immersione del vaso in acqua. Questa procedura dovrebbe durare circa mezz’ora, per poi far sgocciolare ed asciugare all’aria per più di un’ora e poi riportare la pianta al suo luogo abituale. Bisogna stare attenti ai ristagni per le foglie e i fiori, per questo non è consigliabile utilizzare il classico innaffiatoio a pioggia.

Quanto annaffiare

Aspetto importantissimo, per l’Orchidea esiste un limite sottile tra il “troppo” ed il “troppo poco”, ciascuno dei quali porta problemi alla pianta e ne mina le possibilità di sopravvivenza.

Come linee guida generali, possiamo dire che:

  • nella stagione fertile bisogna annaffiare la pianta di Orchidea dalle due alle quattro volte settimanali
  • nel periodo di secca è bene ridurre al minimo le annaffiature, ovvero a circa una volta alla settimana. Ricordatevi inoltre di evitare le nebulizzazioni.

Queste considerazioni vanno comunque “pesate” sui casi specifici, quindi non dimenticate di osservare lo stato della pianta, il livello di umidità del terriccio e se l’orchidea è “moscia” oppure con un bell’aspetto.

Quando annaffiare

La maggior parte delle Orchidee vengono tenute in appartamento, e visto che comunque esse non devono mai essere esposte alla luce diretta del sole, non ci sono moltissime precauzioni da prendere su quando innaffiare un’orchidea.

In generale, la cosa migliore sarebbe innaffiare l’orchidea a circa metà mattinata, dopo che ha già assorbito l’umidità mattutina ed utilizzerà le forze per la giornata. Le nebulizzazioni invece è bene solo farle distribuendole durante l’arco delle giornata, evitando solo la sera tardi perché le notti sono già, generalmente, più umide.

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Come potare le Orchidee

orchidea potatura

La potatura delle orchidee viene effettuata per dare la possibilità alla pianta di usare le sua energia per le sue parti migliori senza disperderla inutilmente.

Per la potatura delle orchidee è necessario anche considerare la varietà coltivata. Alcune, dopo aver fatto appassire lo stelo precedente, producono steli nuovi; altre fioriscono sempre sullo stesso. Inoltre, determinate varietà di orchidea variano spontaneamente la fioritura del proprio stelo e secondo alcuni, è preferibile lasciare che la pianta rinnovi i suoi steli in maniera naturale, seguendo i propri ritmi di crescita.

Tra le specie che si prestano alla potatura, citiamo:

  • Dendrobium, per la capacità di far appassire spontaneamente lo stelo ormai improduttivo
  • Phalaenopsis, per la proprietà di rinnovare lo stelo autonomamente
  • Cambria e Cymbidium, che traggono beneficio dalla completa rimozione dello stelo poiché fioriscono su uno stelo nuovo

In genere si procede alla potatura della pianta a fioritura finita: quando i fiori dell’orchidea saranno completamente secchi toglieteli al peduncolo, ossia proprio alla base del fiori. Questa prima potatura aiuterà già la pianta ad alleggerirsi: il passo successivo è però potare lo stelo.

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Come rinvasare le Orchidee

Esistono tre motivi per cui dovreste pensare di rinvasare la vostra Orchidea:

  • Se il vaso attuale è diventato troppo piccolo: lo capite osservando le radici, riempiono tutto lo spazio?
  • Se il terriccio risulta deteriorato o troppo umido.
  • Se si sviluppa la muffa sulle radici, sul substrato e sulla pianta.

Quando rinvasare

rinvaso orchidea

Il periodo migliore per rinvasare le orchidee è solitamente l’autunno, quando le piante avranno già perso i fiori. A volte si può praticare anche a inizio primavera. Il rinvaso, infatti, si pratica su orchidee senza fiori. Un rinvaso eseguito in anticipo potrebbe causare la caduta dei fiori a causa di un forte stress della pianta.

Il metodo migliore per capire quando rinvasare rimane però l’osservazione delle radici. Se non disponete di un vaso trasparente, in genere, le orchidee vanno rinvasate ogni due-tre anni, rinnovando il substrato sfaldato e deteriorato ed eliminando eventuali radici secche.

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Accessori per Orchidee

Per curare la vostra Orchidea non avete bisogno di un’attrezzatura troppo estesa o specializzata. Per la manutenzione di base avete bisogno soltanto di un vaso e del terriccio.

Vasi per Orchidee

I vasi per Orchidee devono essere naturalmente selezionati in base alle dimensioni della pianta e possono essere scelti in modo tale che i motivi decorativi riprendano quelli già presenti nello spazio nel quale l’orchidea verrà collocata, o comunque in modo tale da far risaltare lo spazio e impreziosirlo. Tuttavia, per l’orchidea il principale consiglio è quello di dirigersi su vasi forse meno appariscenti e decorativi, ma più utili allo sviluppo della pianta, ovvero i vasi trasparenti.

Questi vasi, infatti, permettono alle radici di essere esposte alla luce solare, e di controllarne con facilità lo sviluppo, riconoscendo il momento più indicato per effettuare un rinvaso in un contenitore più ampio. Il vaso trasparente permette inoltre di controllare lo stato del terreno ed eventuali ristagni.

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Terriccio per Orchidee

Il terriccio per la vostra Orchidea deve essere scelto con molta attenzione. Innanzitutto deve essere ben drenato, in modo da evitare eventuali ristagni d’acqua, e leggero, per non appesantire e soffocare le radici.

La composizione di un buon terriccio per orchidee dovrebbe comprendere la fibra di osmunda (derivata dalle radici dell’Osmunda, una grande felce, anche se ora è proibito raccoglierla in natura!), e la torba bionda di sfagno, proporzionate in 2/3 e 1/3. Ovviamente, è anche possibile inserirvi altri materiali, a patto che siano di provenienza vegetale, come varie cortecce (ad esempio: abete, pino o sughero). Non sono comunque vietati alcuni dei soliti materiali di origine minerale, come l’ argilla espansa o il polistirolo espanso.

Inoltre, è bene sapere che, per garantire il giusto apporto di nutrienti, acqua e ossigeno alle radici in modo costante, tutti i materiali dovranno essere presenti in particelle medio-grandi e non dovranno assolutamente essere disposte in modo da asfissiare le radici, le quali dovranno avere lo spazio necessario per espandersi e trovare, in questo modo, gli elementi nutritivi di cui necessitano.

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