Orchidea Vaniglia

orchidea vaniglia

L’Orchidea Vaniglia è una pianta che, a differenza di tutte le altre orchidee, è nota più per gli scopi alimentari che per quelli botanici. Infatti viene coltivata non per i fiori, bensì per le capsule aromatiche.

Morfologia

L’Orchidea Vaniglia è un’epifita che cresce sui tronchi degli alberi, emettendo radici avventizie (in grado di assorbire l’acqua piovana), e si allunga verso l’alto per una decina di metri per cercare la luce mancante nel sottobosco. Ha foglie carnose di colore verde scuro, che raggiungono i 15 cm di lunghezza. I fiori, molto grandi, hanno il labello chiazzato di giallo, mentre sepali e petali sono verdi; hanno una durata di un paio di giorni, ma la fioritura si prolunga per molti mesi perché i fiori sbocciano uno-due per volta. I frutti sono capsule lunghe fino a 30 cm e maturano dopo sei mesi circa dalla loro fecondazione.

Temperatura e Ventilazione

La temperatura ottimale è compresa tra i 16 e i 25 °C, è preferibile posizionarla in serra, in veranda o su un pianerottolo non freddo.

Luce

L’Orchidea Vaniglia necessita di luce come tutte le Orchidee, ma non esagerate e non mettetela in luce solare diretta.

Leggi di più –> Come curare l’Orchidea

Annaffiatura

Va bagnata un paio di volte a settimana, in quantità moderata, con acqua non calcarea. Nella stagione invernale le bagnature devono essere ancor più sporadiche. In casa, se l’aria è secca, soffre e si asciuga rapidamente: l’umidità ambientale dovrebbe essere di almeno l’80%. Per incrementarla, si vaporizza il fogliame almeno due volte al giorno.

Leggi di più –> Come annaffiare l’Orchidea

Concimazione

Durante la bella stagione, ogni 15 giorni si aggiunge uno specifico concime per orchidee. In inverno le fertilizzazioni vanno sospese.

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Last update was in: 11 dicembre 2018 9:28
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Fioritura

L’Orchidea Vaniglia fiorisce dopo i tre anni d’età, in estate: per ottenere le capsule, i fiori devono essere fecondati da un piccolo Imenottero, un’ape presente solo nel luogo d’origine. Per provare a ottenere i frutti, bisogna ricorrere all’impollinazione manuale, la mattina presto (i fiori rimangono aperti solo poche ore), tenendo fermo il fiore con la mano, staccando il cappuccio che protegge gli stami, strofinandovi sopra un pennellino e poi passandolo sul pistillo (come fanno i coltivatori industriali).

La prima raccolta avviene tre anni dopo la semina, mentre il culmine si ottiene dopo l’ottavo anno. Le capsule sono pronte per la raccolta quando la pianta da verde diventa gialla. Si staccano con le forbici e si pongono a seccare in luogo ombroso e aerato. Si conservano intere in barattoli di vetro al fresco e al buio.

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